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Progetto di Servizio Civile

by Frank Cøresea

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Il titolo del mio Progetto "Fatti, Conoscenze e Personaggi: un Percorso di Cultura dall'Udinese all'Isontino" sottintende un processo di approfondimento su storie e persone legate ai luoghi di svolgimento del Servizio Civile.
Essendo io “estraneo” al territorio al quale ho fatto domanda di assegnazione o comunque residente in un altro Comune non particolarmente vicino alla mia sede di Servizio, ho riscontrato qualche difficoltà nel fare mie o scoprire certe “conoscenze”, ma sono stato ben lieto di integrare il mio bagaglio culturale con quanto più possibile mancasse.

Sin da piccolo sono sempre stato affascinato dalle leggende del Friuli Venezia Giulia, sensibilizzato da incontri organizzati durante il mio percorso scolastico, specificatamente negli anni delle scuole elementari e medie, e da influenze esterne di vario genere; mi sono trovato quindi felice di poter coniugare questo interesse con il mio Progetto.
Sono venuto a conoscenza della leggenda sul Lago di San Daniele del Friuli e Ragogna grazie alla mia OLP Tania, che ha stimolato in me la ricerca di una fonte in cui fosse raccontata nel dettaglio. Tale leggenda deve essere quasi del tutto ignota, in quanto su internet è praticamente inesistente se non per la sua inclusione en passant nel libro del geologo friulano di recente scomparsa Bruno Martinis “Atlantide: Mito o Realtà”, pubblicato nel 1989.

La leggenda vuole che durante una notte buia un viandante stesse percorrendo le strade di un paese, mendicando del cibo e un posto dove poter passare la notte. Dopo essere stato allontanato da ogni luogo in cui avesse chiesto aiuto si addormentò presso un giaciglio condiviso con lui da un poverello. Il giorno seguente il viandante suggerì al suo compagno di andarsene dal paese, così poco ospitale e senza un posto per gente come loro, e di non guardarsi indietro fino a che il sole non fosse stato alto nel cielo. Il poverello se ne andò seguendo il consiglio del viandante e, quando si girò, non vide più il paese che aveva lasciato ma una grande distesa d’acqua che aveva inghiottito tutto. Ancora oggi, si dice, nelle notti di tempesta, dal lago che bagna i comuni di San Daniele e Ragogna, si può udire il suono del campanile del paese scomparso.

Tale fonte è stata indispensabile per la realizzazione del mio progetto. Dopo averla scoperta mi sono recato sul Lago di Ragogna e ho lasciato correre la mia immaginazione. Ho deciso di comporre una resa in musica della leggenda, un po’ come il grande compositore Sergej Prokov’ev ha fatto per “Pierino e il Lupo”, ma restando influenzato dai miei ascolti del periodo, che variavano dall’ambient al post-rock di gruppi come i Godspeed You! Black Emperor, i cui album sono composti da canzoni molto lunghe caratterizzate principalmente da sonorità cupe o tese, in cui le sensazioni prevalgono nell’aspetto compositivo, che resta minimalista.
Ho scelto di impiegare un tempo lento per rendere più grave lo scenario, e il pezzo è volutamente stato scritto nella tonalità di Si minore, opposto speculare della tonalità di Re Maggiore, che, come provato dalle opere di compositori come Georg Friedrich Händel e anche da recenti studi, è la più brillante e allegra delle tonalità musicali.
Archi e coro tengono per tutto il brano accordi lunghi e tesi sopra i quali si sviluppa lo scenario vero e proprio, come se fosse una “missa” rinascimentale di autori fiamminghi come Josquin Des Prez od Ockeghem.
All’opposto, i violini per tutta la durata del brano tengono una nota acuta come a simulare il fruscio sibilato del vento, e a completare l’ambiente troviamo i passi lenti e affaticati del viandante (dati dalle note puntate inserite in parti irregolari tra loro della composizione), i colpi bussati alle porte (dati dal suono dei timpani), il viaggio del poverello (dato dal tema del pianoforte i cui accenti sono spostati) e infine il suono della campana sommersa.
Il suono della campana che ho voluto riprodurre è quello che ogni giorno ho sentito provenire dal campanile di San Daniele del Friuli, erroneamente mio primo soggetto di ricerca, che, come ho potuto constatare io stesso e tramite i commenti scritti sotto un video su YouTube, suona emettendo una nota chiamata Si2, ovvero quello della nota Si un’ottava sotto il Do centrale, chiamato anche Do3. Sostanzialmente ho voluto rendere omaggio a una mia ricerca infruttuosa che comunque ripropone un suono che ho imparato a conoscere.
La musica è stata scritta sul programma di scoring Finale 2007, convertita in formato MIDI e infine trattata su un DAW (Digital Audio Workstation) chiamato Cubase, in cui ho curato l’aspetto della produzione, regolando i volumi e quant’altro fosse necessario.
Ho infine creato una piccola guida all’ascolto, in cui mi premuro di spiegare quanto illustrato anche qua sopra in forma meno estesa e il meno possibile tecnica in modo che anche chi è sprovvisto di un’istruzione musicale tecnica possa capire quanto ho realizzato.
Ho infine caricato i file sulla chiavetta della Pro San Daniele, pronta per essere consegnata all’incontro finale del Servizio Civile.

credits

released November 25, 2017
Written, mixed and mastered by Frank Cøresea

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Frank Cøresea Udine, Italy

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